Poesie

Amo il vento

Amo il vento,
non quello che porta con se
distruzione e morte
e che per contrappasso
prende nomi soavi di donna,
ma quello leggero,
che smuove le vesti,
che risveglia i pensieri e li porta via
insieme alle nuvole nel cielo.
Dentro ci puoi sentire odori lontani,
essenze che risvegliano le coscienze assopite,
l’odore del vento del cambiamento,
del divenire,
di tutto ciò che non è immobile
e che muta nello spazio e nel tempo.
Amo il vento
che porta via le mie note
regalandole a lontani ascoltatori distratti,
il suo suono mutevole e multicolore,
amo il vento …

La pioggia oltre la luce

Piove,
stancamente piove,
anche il cielo non riesce più a scuotere le sue lacrime
tutte insieme,
le lascia andare poco alla volta
ingrigendosi e nascondendoci la luce amica.
E’ un aiuto insperato alla meditazione ed al ritrovar se stessi,
un po’ smarriti nel clamore e furore quotidiano.
Le gocce lievi tintinnanti sulle tettoie di metallo accompagnano i pensieri
e li istradano verso luoghi lontani della mente,
dove non siamo soliti sostare.
A volte sono ricordi,
a volte immagini,
a volte visioni,
sogni ad occhi aperti,
ispirazioni o suggerimenti per gioie future,
troppo spesso allontanate dalla routine.
Il grigio uniforma e rende uguali,
ed è forse per scappare da questo grigio che il pensiero vaga,
vola alto, lontano, un cormorano sull’oceano di folla in solitudine
che a volte vive,
a volte no.
Il grigio uniforma, ma le menti no.
Non puoi uniformare il pensiero,
a meno che non smetti di pensare …
E questa pioggia benedetta ci lascia guardarci dentro,
 per scoprire che sì, possiamo, anzi dobbiamo vivere,
consapevolmente,
aspettando la luce amica nascosta dalle nuvole grigie,
perché la luce c’è e noi lo sappiamo,
anche se oggi non la vediamo.

Ancora domani

 La luce scema
dietro alle nuvole rosa
mentre la vita si affanna
oltre i vetri del divenire.
Salgo quei pochi scalini
per trovar rifugio alle mie ansie
e le ombre si proiettano
come watussi metafisici.
So di esserci,
perché non so,
e ancora domani
si ripeterà un’alba
di annosa speranza e fughe
verso l’infinito.

Oggi era domani

Tempo passato
alla ricerca di un domani mai raggiunto,
di un futuro che si fa presente
e che è già diventato memoria.
Si assottiglia la percezione
di ciò che ci appartiene veramente
e ciò che sembra tale,
le speranze e i ricordi
si mescolano ai rimpianti e alle gioie,
alle attese e ai rimorsi,
di ciò che si poteva e non si è fatto,
di quello che ci ha travolto
col nostro consenso involontario.
Il desiderio cambia forma,
a volte è paura dell’ignoto
o del sospetto,
a volte consuetudine e imbarazzante routine circolare,
altre volte ineffabile speranza..
Se, rovistando nelle pieghe dell’anima,
riesci a scorgere qualche barlume di capacità
e quella voglia di realizzarla
non aspettare
nè un’ora,
nè un giorno,
né un domani che potrebbe non arrivare
e tu,
vedere quelle pieghe chiuse,
o stirate come dopo un bucato.

Ultimo

Vorrei ballarti
fino a non averne più,
istruirti nei percorsi più impervi
ascoltare i tuoi piedi
e boleare un traspiè
anche solo per stupirti.
Il fruscio della seta 
contro il mio gilet
movimenti a memoria e …
No, no …
pura improvvisazione!
Mentre lenticole guarniscono l’animale
e il desco lento si snoda
Irrequieto attendo
che l’ultimo ballo inizi 
Per finire in gloria con te.

Il giorno desiderava

Il Giorno desiderava lasciarsi la luce alle spalle
ormai stanco di tutto quel trambusto
e si avviò a spegnere il Sole per lasciare il posto alla Notte di luna.
Nulla sembrava diverso da ciò che era solito ripetersi,
i colori si accendevano nel tramonto
per poi sfumarsi in un cielo dapprima azzurro intenso
e via via sempre più nero.
Una routine che conosciamo, dal levarsi del sole, al mattino,
al suo riposo al tramonto.
Nulla di diverso dal naturale scorrere del tempo,
ma il buio ci riporta al grembo materno,
quando ancora la vita aspettava a dischiudersi,
o allo spegnersi degli occhi quando il percorso è finalmente compiuto.
La notte e il sonno sono sorelle
e svaniscono entrambe col sorgere del sole,
e vivono del buio e dell’ombra.
In questa notte desidero tacitare i miei pensieri
e  pensare di tornare al mio caldo liquido,
abbraccio di una mamma che sarà.
Solo così potrò evitare che i demoni,
che vivono nel buio e si vivificano nei sogni e negli incubi,
possano disturbare il mio riposo e mi lascino, alla fine,
godere di un ristoro del corpo e della mente.
Dormire non è un po’ morire,
semmai rinascere a nuova vita.

Steve Mariani

cell. 333.6464204 – email: steve@stevemariani.it