Maria Strova

“Sono nata in Colombia paese che mi ha trasmesso un modo di giocare legato alla natura rigogliosa e colorata come le sue farfalle.

Il teatro e la danza hanno dato senso alla mia solitudine e voglia di spiritualità già da molto piccola e danzando ho imparato a toccare temi molto difficili di dire a parole come il lutto, le partenze ma anche la felicità di esprimere, correre felice e giocare con la musica.

Ho iniziato a danzare professionalmente con i coreografi Fernado Alonso del Ballet di Camaguey e all’Opera con Ugo dell’Ara della Scala di Milano. In palco ho sentito un richiamo importante di comunione con il pubblico, un senso profondo e sacro di quanto stavo facendo. Avevo 14 anni e questa certezza non mi ha mai abbandonata.

Mi piace l’arte “in progress”, che non vuole essere solo bella e patinata ma che offre uno specchio di realtà a chi danza e a chi partecipa come spettatore. Ogni nostro spettacolo è un’occasione gioiosa per mettere in moto la nostra creatività e risorse di risposta ai problemi in modo che siano percepiti come parte del copione dal pubblico e non come un errore o problema che rovina le cose.

Non rinuncio a studiare e credo che la danza si debba studiare seriamente con maestri qualificati, allo stesso modo credo che si deva giocare seriamente. Amo aiutare le persone a giocare seriamente in danza. A fidarsi che basti quello che sanno per esprimersi e a farlo senza paura del proprio o altrui giudizio. Amo creare gruppi che gioiscono delle danza che nascono della creatività di ognuno. Gruppi che crescono quando tutti fanno bene e non c’è, la più brava ma un gruppo che sa essere bravo in accompagnare le persone ad esprimersi bene.

Scrivo libri sulla danza e sul processo creativo della danzatrice perché mi servono per attivare la mia immaginazione mentre danzo, a capire meglio quanto sto danzando e aiutare le persone che si fidano di me e accompagno in danza.

Ho scritto tre volumi: Il Linguaggio Segreto della Danza del Ventre, Salomè e la Danza dei Sette Veli e Burka. Mi piace comunicare con le persone, con le mie lettrici e le mie allieve perché sono loro che mi aiutano a creare, ad inventare giochi e modi nuovi per sbloccarmi e continuare nella scoperta dell’arte.

Credo che danzare con creatività e gioco ci aiuti a vivere meglio e sono impegnata su questo fronte. Non ho paura di annoiare quando danzo, sono stata a spettacoli molto costosi in grandi teatri e mi sono anche annoiata molto. Così, mi permetto di provare nuove strade, di sperimentare, di coinvolgere il pubblico e le danzatrici in modi meno ortodossi. Non punto per la perfezione, nessuno è perfetto ma l’imperfezione è un esperimento interessante da vivere e da vedere. Per Arabian Fusion Event proporrò Theatrical Veil basato sulla Carte Danzanti, per giocare e studiare la tecnica e mettere in moto l’immaginazione.”

Maria Strova è una delle insegnanti più proficue e innovative di Danza Orientale in Italia, conosciuta a livello internazionale.

 

Ha partecipato alle edizioni 2023 e 2024 di Arabian Fusion Event con stage sul Theatrical Veil e le Carte Danzanti.

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